Bachi da Pietra – Quintale

Una conflagrazione che ha il sapore della metamorfosi. Quintale incarna infatti una sorta di rivoluzione stilistica e compositiva che vede i Bachi Da Pietra, Bruno Dorella e Giovanni Succi, ampliare i propri confini musicali lungo mutate derive ritmiche.

Le cupe ambientazioni “agorafobiche” degli esordi lasciano così il passo a ruvidezze espressive e atmosfere metalliche; l'introspezione primordiale e intimista si allontana adagiandosi su attimi rocciosi di compattezza e impatto melodico immediato, marmoreo e granuloso, tra graffi e urla, plettro e charleston, travolti nel magma inconsistente di hard rock, blues e sludge.

Quintale è dunque un macigno rock’n'roll in analogico pregno di testi ribelli che celano un velo di insolente spregiudicatezza, portando con sé il fascino pensante di suono e parole. Irrompono sonorità granitiche (Haiti), lame affilate (Brutti Versi) e battiti caustici e mordaci (Coleotteri). Sentieri di pietra (Fessura) si incastonano a profonde grotte sonore (Enigma) su marce fangose (Mari Lontani) e selciati ritmici abrasivi (Sangue) che si allontanano nella notte (Ma Anche No).

Pur conservando la loro “identità noir pennellata di blues” i Bachi da Pietra esplorano orizzonti altri immergendosi in paludi di deflagrazioni distorte e saturazioni ritmiche. Quintale rappresenta in definitiva una palingenesi adamantina spruzzata di ruggine e fango, un bruco pronto a percorrere terre limose senza fine.