Bancale – Frontiera

Cos'è oggi il Rock? Una domanda che mette timore al solo pronunciarla. Non solo a causa della sua vastità (oggi anche l'arte può essere "rock", un atteggiamento può essere "rock", un'idea), ma anche se circoscritta all'ambito musicale mette paura. Più di venti anni fa una band ha cambiato il modo di concepire il rock, l'uso della chitarra elettrica, il concetto di "struttura canzone". Si chiamano Radiohead. Da lì è partita una continua ricerca di qualcosa di nuovo con cui caratterizzarsi, con la voglia di ognuno di aggiungere qualche idea (vincente o insignificante che sia).

I Bancale entrano in questa lista cercando di pescare la poesia dalla tradizione cantautorale, il sapore del cupo dalla scena new wave e ricoprendo il tutto di un'atmosfera avant-garde predominante. Questo il riassunto delle 10 tracce che compongono "Frontiera", un lavoro viscerale che alterna l'elettronica al fracasso di lamiere coinvolgendo i sensi tutti. Molto profondi i testi di "Un paese" dove il vocalist (o meglio il recitatore) cerca di ricreare l'anima di chi parla al protagonista della storia (evidentemente lo stesso ascoltatore) invitandolo a creare delle proprie radici prima che diventino piante per la terra ospitante.

I testi risultano i protagonisti del lavoro: spesso incomprensibili ma non per questo irrilevanti, recitati come per conferire più enfasi alle parole, più semplicità; sempre riportati in minuscolo, come forma di amalgama di idee, di strafottenza all'uniforme percorso che la lingua (e la vita) impone. Lascia il segno "Calolzio" con il suo sapore amaro dei sacrifici intrisi di insuccesso e restano attaccate le ruvidi sezioni ritmiche che in "Cavalli" esplodono in crescendo, con l'umore delle liriche e l'impeto delle ossa. Tutto cambia nell'ultima "Suonatore Cielo" che guadagna musicalità come se dopo tanta tristessa un sussurro riportasse speranza alla vita e forse su nuovi binari il futuro dei Bancale (un pò come la poesia "S'io fossi foco" di Cecco Angiolieri).

Un lavoro difficilmente classificabile, d'avanguardia o fuori luogo, il confine è sottile. Ma è proprio così che vuole essere.