Beady Eye – Different Gear Still Speeding

In verità non se ne sono mai andati. Dalla famosa serata in cui volarono insulti e chitarre, Liam Gallagher ha preso quel che rimaneva degli Oasis e ne ha fatto qualcosa di diverso: un gruppo che già dal nome (dichiaratamente senza senso) prendeva le distanze dal suo recente passato. Non se ne sono mai andati si diceva. Fin dai primissimi mesi che seguirono lo scioglimento del gruppo inglese più seguito degli ultimi vent'anni, il più giovane dei Gallagher prese a scrivere musica assieme agli altri orfani Gem Archer e Andy Bell (che tanto bene avevano fatto, a livello compositivo, negli ultimi due dischi targati Oasis). La musica. Finalmente la musica. Già, perché da quella sera di quasi un anno e mezzo fa, si è detto e scritto davvero di tutto (riguardante ovviamente la famosa rivalità fraterna). Ma ora che "Different gear still speeding" è stato sistemato negli scaffali di tutto il mondo le cose cambiano. Partiamo da un punto fondamentale. Pezzi come Standing on the edge of the noise li avremmo certamente trovati anche in un disco con Noel Gallagher al timone (con la voce di Liam arrogante e graffiante che prende a schiaffi una sezione ritmica vertiginosamente in bilico tra The Who e Rolling Stones). Il disco suona come ce lo aspettavamo; nessun invenzione artistica, nessuna citazione colta e nessun suono particolarmente ricercato: solo del sano Rock 'n Roll d'annata (il disco sembra scritto a fine anni '60…. ma anche questa non è una novità). Scritto e arrangiato decisamente bene, il lavoro degli Oasis 2.0 scorre via in maniera indolore tra l'accennata psichedelia di The morning son, il piano impazzito di Bring the light e il gran Pop di The Roller (che tanto sarebbe piaciuto a John Lennon). La storia non sarà certo cambiata dall'uscita di questo disco ma siamo certi che la sua genuinità, le sue linee melodiche tanto eleganti quanto ammiccanti e divertenti e il suo groove deliziosamente seventieth (Beatles and stones prende letteralmente alla gola) vi faranno credere ancora che un Dio del Rock esiste eccome.