Black Breath – Heavy Breathing

Un assalto sonico guidato da Bin Laden, o da uno dei presunti destabilizzatori della pace mondiale, perderebbe la faccia di fronte alla determinazione dei Black Breath. Suonano veloce e scorrevole, tamarri ma non banali. Frustate di doppia cassa, rullante sfondato e cambiato ad ogni brano, urla scorticanti e power-chord a manetta.

“Heavy Breathing” ha il respiro pesante ma il corpo snello, le canzoni vanno via che è ua meraviglia, staccano e riprendono, i pattern della sezione ritmica spezzano e ripartono, il tutto viene frullato con un faciltà imbarazzante. Niente di nuovo sia chiaro, tutta roba che abbiamo già sentito varie volte, sotto nomi diversi e volti simili, ma i Black Breath sanno come maneggiare la materia. Suonano ciò che gli piace fottendosene delle mode.

Potete dargli torto?

Non credo affatto, anche perche vi schianterebbero le chitarre in testa. Se la Southern “bibbia” Lord li ha scelti un motivo, o più, ci sarà. Qui l’elettronica si guarda bene anche dal fare presenza, niente la(e)ccature in produzione pettinate, manco di striscio. Si pesta forte e si suda sugli strumenti, fino al vostro tracollo fisico che avverrà velocemente, ve l’assicuro.

Death metal, hardcore/crust la comandano, come un boss della ‘ndrangheta. I signori scomodano gli Entombed e i Tragedy, ma anche Disfear.Riff muscolari e abrasivi, tempi veloci, pattern possenti in "I Am Beyond", potente e ben assestato calcio in culo, vi sfidiamo a dire il contrario.

Insomma il metallo pesante come dovrebbe essere suonato (Children Of The Horn).