Blind Guardian – A Twist in the Myth

Blind Guardian – A Twist in the Myth

I bardi di Krefeld, pur cavalcando spensierate atmosfere power epic, hanno dimostrato ampiamente come risolvere il problema della monotonia in un genere che va, di solito, poco al di là di doppia cassa, riff pomposi, coretti epici e melodie da stadio. Il loro è un songwriting sempre imprevedibile e vivace, potente e soprattutto avvincente, capace di coinvolgere l’ascoltatore in ogni minima sfumatura.
E’ facile cadere preda del vasto potenziale immaginifico della loro musica, capace di trascinare in atmosfere fantasy e vicende tolkeniane, tra ballate medievali e immense battaglie, puntando su una delle voci migliori che ci siano in circolazione: Hansi Kursch. La filosofia dei Blind è sempre stata la stessa: spingersi sempre oltre i parametri raggiunti precedentemente, trasformando il loro sound di volta in volta in una graduale evoluzione, e l’album qui in esame non fa differenza

Molto diverso dall’ultimo e controverso “A Night at the Opera”, “A.T.I.T.M.” riparte dalla complessità di quest’ultimo spogliandolo dell’eccessiva e pomposa veste operistica a favore di un sano e convincente heavy-metal di scuola tedesca, imperniato su riff freschi e avvincenti e ritmiche arrembanti immerse nell’abituale universo fantasy di cui sono padroni incontrastati. Il sound si presenta trabordante di idee, con numerose variazioni di sonorità e atmosfere che forse rendono l’impatto con l’album un po’ meno immediato del solito, ma che ben si sposano con lo stile del nuovo batterista Emke e il suo spirito progressivo i prim’ordine.

Il risultato è un disco meno maestoso e più rockeggiante, ma dotato di un notevole fascino e della solita capacità di accattivarsi l’attenzione di ogni appassionato di heavy metal. Di nuovo una spanna sopra tanti altri.