Bloc Party – A Weekend in the City

Bloc Party – A Weekend in the City

“A Weekend In The City” non raggiunge i picchi emozionali di “Silent Alarm”. Prodotto da Jacknife Lee e registrato ai Grouse Lodge Studios in Irlanda, il disco é ispirato dall'interesse scaturito in Kele Okereke nei confronti di tutto il chiasso derivato dal loro inatteso successo. Nel nuovo lavoro si narrano dunque le contraddizioni e le stonature del rumore vivente della metropoli. Vengono descritte la desolazione che regna nello spostarsi con i mezzi, nel sesso occasionale e nelle uscite del weekend. Sono canzoni che trasudano quindi emozioni contrastanti. È proprio questo tuttavia il maggior difetto del lavoro del gruppo d’oltre manica. L’immenso calderone di componenti contrastanti finisce alla lunga per stancare l’ascoltatore (si perde continuamente la bussola). Song For Clay (Disappear Here) parte in maniera sommessa per poi esplodere in un riff chitarristico che richiama alla mente le fortunate alchimie di “Silent Allarm”; lo stile è quello dei connazionali Franz Ferdinand ma i toni sono molto più cupi e desolati. Stupisce la scelta che riguarda il primo singolo estratto dal disco; si tratta di The Prayer, una traccia piuttosto sconclusionata che fonde Elettronica e filastrocche Pop che non convincono affatto. Dalla seconda parte del disco, più oscura e tenebrosa della prima, sgorgano le note di Where Is Home?, traccia che fa del botta e risposta di voce e batteria il proprio punto di forza.