Blue Tears – The Innocent Ones

Blue Tears – The Innocent Ones

Tornare dopo sedici anni non è facile per nessuno. Eppure Gregg Fulkerson e i suoi Blue Tears lo hanno fatto. La band statunitense debutta nel 1990 e da allora il leader deve attendere fino al 2006 per tornare in scena. La formula musicale è sempre la stessa: un Hard-Rock melodico, debitore degli insegnamenti dei vari Bon Jovi e Def Leppard. “The Innocent Ones” è un disco onesto che non inventa nulla ma che restituisce al genere dignità e visibilità. Si parte con un il Rock epico di Drive: i cori da una parte e la collaudata commistione tra chitarra elettrica e tastiere dall’altra danno anche questa volta buoni frutti. Let It Rain è più orientata verso un metal orecchiabile dal sapore agro-dolce. Gli assoli di chitarra, graffianti e arroganti al punto giusto, esprimono un senso di malinconia contagioso. Anche la voce si fa più energica e la rabbia della canzone sfocia in un dolore intimo e struggente. Emoziona ancor di Save Yourself. Le coordinate sono quelle che riportano alle ballad romantiche di scuola Scorpions: un intro acustico e strappalacrime esplode in un coro tanto potente quanto evocativo. Non una nota fuori posto nel solo di chitarra che accompagna la coda del pezzo. La parte finale del disco vira verso un Rock più calssico, di stampo Springsteeniano (All The Way Home). Il pezzo che più rimanda al Boss è Money To Burn. La ritmica è quasi ossessiva, mentre chitarra e piano proseguono di pari passo dall’inizio alla fine. Tanto per non scordare gli insegnamenti di Bon Jovi e compagnia arriva Run For Your Life che sembra appunto uscita da “New Jersey” (carica com’è di sensuale e contagiosa energia). Capita allora che una band formatasi nel 1983 ci faccia ben sperare per il futuro. Come a dire, non tutto quello che si ha in soffitta è da scartare dfinitivamente.