Box Demolition – Chernobyl

Vengono da Lucca e suonano un punk rock che fa riferimento a una chiara matrice anglosassone, dal quale però emerge un’anima propria, pulsante e piena di energia creativa. Sono i Box Demolition, quartetto che con “Chernobyl” cerca di rilanciare un sogno che negli ultimi anni stava per sfumare, visti i cambiamenti avvenuti nei loro percorso di vita. Sette i brani in scaletta – stretti in venti minuti tiratissimi – figli della frenetica attività live che ha forgiato uno stile chiaro nelle intenzioni già dalla traccia d’apertura “Niente da perdere”, brano veloce, spettinato e aggressivo, dove a mettersi in evidenza è la voce di Ghibi, devota ai modi di Emidio Clementi e Giovanni Lindo Ferretti.

I Box Demolition toccano argomentazioni inquietanti in “Le radiazioni di Chernobyl sono arrivate fino a qui”, riescono a calibrare la loro irruenza in un pezzo ugualmente sofferto ma più mansueto come “Vorrei ancora”, fino a dar fondo al loro disagio esistenziale in “L’impiccato”. Venature noir, testi deliranti e suono sporco al punto giusto sono le caratteristiche principali di questa band; certo, c’è ancora da crescere, ma il sogno può ancora avverarsi.