Burning Black – Prisoners of Steel

Burning Black – Prisoners of Steel

Ah, finalmente un po’ di sano heavy metal senza compromessi e fisime mentali.
I Burningblack sono un buona e diretta heavy-metal band, quindi si astengano quelli che cercano registrazioni pompate e senz’anima.
Innamorati del genere più estremo in voga negli anni ottanta, questi cinque ragazzi ci dimostrano come sia ancora possibile produrre ottima musica, senza ricorrere alle sofisticazioni che oggi le nuove super produzioni spaccaossa continuano a vomitare sul mercato incessantente.

Tutto è ben curato, dalla produzione ai suoni nitidi e dai contorni netti e cristallini.
La band ci sa veramente fare e sciorina quello che di meglio ci ricorda quel fasto periodo, tenendo sempre una porta aperta verso il futuro.
I punti di riferimento sono davvero così tanti da risultare impossibile citarli tutti. Svettano gli Iron Maiden e i Manowar di “Hail To England”.
Due chitarre (Marco Maffei & Giovanni Moretto) in avanti, dal sound caldo e tagliente, si spingono in pregiati assoli, mentre la voce (Massimo De nardi), che a mio modesto parere ricorda un ibrido fra Bruce Dickinson, Eric Adams e Rob Halford, continua i suoi tipici saliscendi del genere (Hell Is Now).

Il cantante risulta molto preciso e sicuro di sé, forte di una timbrica capace di spaziare dal roco alle tonalità più alte, apparentemente senza il minimo sforzo.
Il combo risulta molto convincente e non perde smalto neanche di fronte alla parte più difficile, ovvero le ballate.

Il resto è un cocktail di velocità, riff potenti e ritmica che corre impazzita grazie ad una doppia cassa a go-go (Heavy Metal).
Aggressivi, tecnici e molto fast and furious, i Burning Black ce la mettono davvero tutta per spaccare i nostri timpani, omaggiando questo genere, sempre troppo svalutato e tacciato di chiusura da critici miopi.

Per la mia gioia e per quella degli adepti, il risultato non si fa attendere ed è pienamente positivo!!