Caso – Tutti Dicono Guardiamo Avanti

Molte volte ho udito quest’affermazione: “Beh le note musicali sono sette, è ovvio che non si può continuare a creare nuova musica all’infinito!”. Questa è una delle affermazioni che più mi irrita come tutte le frasi che intendono giudicare pur dimostrando una significativa ignoranza di base: le composizioni musicali non sono solo un insieme organico di note, ma anche di ritmi studiati (o emotivamente sentiti), di arrangiamenti, di influenze, di contaminazioni e spesso veri e propri portavoce di idee che altrimenti non potrebbero essere proclamate.

In questo marasma di varietà c’è anche spazio per Caso, una one-man band formata da Andrea Casali che imbraccia la sua chitarra (dopo un passato da batterista hardcore-punk) e compone un album quasi interamente acustico. Si può dire che Andrea non inventi nulla ma reinterpreti a modo suo il concetto di brano acustico cantato a gran voce e con un tempo veloce, tipico delle sue radici, per compensare la carenza di strumenti ritmici.

Fin dall’apertura balza all’orecchio la predominanza del ruolo della voce in questo “Tutti dicono guardiamo avanti” con dei testi che corrono dietro se stessi e che sempre più spesso risultano incomprensibili, segno che il suonare rappresenta un vero sfogo per l’autore.

Non si inventa nulla ma non può essere mossa ad Andrea alcuna cattiva critica sulla mancanza di originalità. Certo le influenze “dylaniane” si avvertono, anche se attualizzate ai nostri tempi (un pò un Alex Britti “di noi altri”, ma privo della componente tecnica), ma il progetto Caso riesce a crearsi uno spazietto il cui habitat potrebbe essere un pub poco frequentato dove solo artisti orgogliosamente piantati nella scena underground possono sentirsi a loro agio.

Se melodicamente le musiche di Andrea ci risultano piacevoli, non possiamo però ignorare un certo sapore di acerbo dell’album in grado perfino di coprire quelle poche mosse piazzate ad arte qua e là. Lo attendiamo in costruzioni più complesse, dove potrebbe dimostrare di essere in grado di smontare la forma canzone e rimontarla a suo piacimento. L’esperienza ci (e gli) farà capire.