Castelli, Bergamaschi, Guiducci – Mare di Mezzo

Castelli, Bergamaschi, Guiducci – Mare di Mezzo (Mediterraneo)

Nel vorticoso e caotico mondo discografico, spesso si corre il rischio di farsi sfuggire le cose migliori e di dedicare invece la propria attenzione a produzioni dedisamente più modeste ma a prima vista più accattivanti. MARE DI MEZZO, il disco in questione, infatti a causa della discrezione della sua copertina (non proprio alla "moda") e della serietà delle tematiche trattate rischia, ad un primo approccio, di essere archiviato in favore di lavori più furbamente prodotti. Ma basta dedicargli un solo ascolto per rimanerne catturati.

Per spiegare l'importanza del progetto in questione basti pensare che ha ricevuto l'elogio diretto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e che ne fanno parte artisti del calibro di Anna Maria Castelli (voce), Paolo Bergamaschi (musica e testi) e Simone Guiducci (musica).
Se questi nomi non vi dicono niente i loro curriculm lo faranno : A.M. Castelli, cantante, attrice e performer ha lavorato con moltissimi artisti internazionali tra cui il premio oscar Luis Bacalov; P. Bergamaschi, attualmente consigliere per gli affari esteri nella commissione del Parlamento europe, ha alle spalle una carriera discografica con tre dischi all'attivo.

Veniamo ora all'opera in questione, Mare di mezzo (Mediterraneo), un disco interamente dedicato al Mediterraneo, inteso come punto d'incontro tra le diverse culture. Nei nove brani che si succedono vengono analizzate e raccontate tutte le tematiche che ruotano intorno al mare che da sempre culla la nostra civiltà. Musicalmente siamo dalle parti del maestro F. De Andrè, strumentazioni acustiche e dall'antico sapore accompagnano la splendida voce di A. Castelli che pian piano dalla prima traccia, "Introduzione", ci porta attraverso questo viaggio musicale in mezzo a tutti i popoli del Mediterraneo.

"Il cacciatore di uomini" tratta di uno dei problemi che più affliggono la nostra civiltà, ovvero quello dell'immigrazione illegale e di tutti i "buoni" e i "cattivi" che subiscono e alimentano questo sporco mercato di carne umana. L'impoverimento delle risorse ittiche visto dagli occhi dei vecchi pescatori viene raccontato nella lunga e delicata "Simone-Mare Adriatico", in questa lunga ballata il debito con l'immortale Faber è molto più che evidente. L'ipotetico viaggio di un moderno Ulisse viene affrontato dalle affascinanti sonorità orientali di "Una nuova mitologia" mentre la ben più movimentata "Le cicale di Corfù" affronta la tematica del turismo di massa.

"Un'isola in Due" cerca di raccontare invece il mistero di Cipro, estremo muro europeo sovente ignorato dalle nostre cronache. Più che attuale risuona "Gerusalemme" e l'infinita questione del dialogo/nondialogo tra le tre grandi religioni monoteiste. Prima di arrivare all'ultimo brano, "Dall'atra parte della frontiera", si passa attraverso la dolcissima "Mediterraneo" dove con calma e partecipazione si cerca di capire il perchè della trasformazione/involuzione del Mediterraneo da punto di incontro tra Oriente ed Occidente a punto di scontro tra Nord e Sud.