Cavalera Conspiracy – Inflikted

Cavalera Conspiracy – Inflikted

Sono passati dodici lunghissimi anni dal momento in cui i fratelli Max e Iggor Cavalera intrapresero due strade diverse, il primo partorendo un suo progetto personale, i Soulfly, e l’altro continuando il proprio cammino con i suoi Sepultura, che da quel momento in poi, non hanno più trovato quella capacità di comporre dischi del livello di quelli che nel passato fecero divenire i brasiliani gruppo di riferimento di un intero genere. Dopo dodici anni dunque, i due metal brothers hanno deciso di riavvicinarsi, sia nei rapporti personali che come musicisti, nientemeno con la registrazione di un nuovo album con il moniker Cavalera Conspiracy.

Mi sarei aspettato di tutto da questo disco, dalla svolta elettronica, al richiamo delle sonorità tribali di Roots fino a pensare che avrebbero proseguito nella strada intrapresa dagli ultimi Sepultura, ovvero un metal notevolmente influenzato da sonorità hardcore. E invece niente di tutto questo, perché i Cavalera Bros propongono un disco che sembra essere stato scritto quindici anni fa, ai tempi di Arise e Chaos A.D., tante sono le caratteristiche che riportano direttamente alle strutture di questi album. Dopo aver risanato ad una delle separazioni più importanti dell’intera scena metal, non hanno avuto bisogno di molto tempo per capire che tutti e due volevano pestare duro, forte e veloce, e proprio questi sono gli aggettivi che si possono utilizzare per definire Inflikted.

Coadiuvati da Marc Rizzo alla chitarra e Joe Duplantier al basso, questo Inflikted vede la luce in tempi record, infatti sia la registrazione che la produzione avviene in pochissime settimane, come se la band non vedesse l’ora di potersi mettere in mostra.
Questo lavoro non lascia spazi a nessun tipo di dubbio, i Cavalera Conspiarcy tornano al passato, suonando brani sfacciatamente thrash, badando al sodo, brani che arrivano come pugni nello stomaco, riff cattivi e sfuriate da headbanging puro, suoni compressi e la sempre grande voce di Max, compongono, tra alti e bassi, le undici tracce presenti sul dischetto in questione. L’opener dell’album, Inflikted, può tranquillamente rappresentare la canzone portabandiera del disco, un vero e proprio attacco armato che non perderà tempo ad abbattere i nostri timpani.

Parlavamo prima di alti e bassi, infatti non tutte le tracce possono essere annoverate come riuscitissime, in alcune circostanze il risultato ottenuto sembra essere volutamente forzato, come per farci capire della loro voglia di stupirci. Di certo brani come Terrorize, Ultra-Violent, Bloodbrowl e Must Kill sono ben suonati, strutturati e pieni di cattiveria, ma in altre circostanze, vengono utilizzate delle soluzioni a volta banali e scolastiche per un duo del loro calibro, che a volte ti fanno spingere sul lettore il tasto di avanzamento veloce. Per tutta la durata dell’album quindi, si passa da canzoni significative a brani meno ispirati e più piatti, dando all’intero lavoro un senso si di aggressività e potenza, ma dall’altra parte un sapore che sa di forzato.

Al termine dell’ascolto si è soddisfatti di aver avuto la possibilità di riascoltare un album che in tutti i sensi potrebbe essere considerato dei Sepultura, ma dall’altra parte, in molti si sarebbero aspettati un risultato diverso, da due fratelli che nel corso della storia metal, hanno sempre saputo dare un tocco di originalità a tutte le loro creature.