Charlatans – You Cross My Path

Charlatans – You Cross My Path

Una volta avremmo gridato allo scandalo. Oggi sembra quasi entrare nella normalità. Navigare su internet e scaricare un intero disco legalmente infatti non fa più notizia. Gli artisti hanno finalmente capito le potenzialità del Web; un luogo che garantisce una diffusione dell’opera d’arte che non ha eguali, un posto che può contare su un passaparola devastante.

Non sorprende dunque se gruppi del calibro dei Radiohead abbiano cavalcato con successo le varie possibilità offertegli dalla rete. Anche i The Charlatans hanno da poco sfruttato la cosa a loro vantaggio, regalando (è proprio il caso di dirlo) la versione completa del loro ultimo lavoro in studio, il modesto “You Cross My Path”.

Già, perchè un conto è stupire la gente regalando il disco in download e un conto è offrirgli un lavoro di cui difficilmente si farà a meno negli anni a venire. Diciamo subito che le dieci tracce su cui Timoty Burgess e compagnia hanno lavorato, non brillano affatto per originalità e stile.

Fatta eccezione per le prime due tracce del lotto, una solare e coinvolgente Oh! Vanity e Bad Days (una seducente cavalcata indie in cui atmosfere acustiche ed elettroniche si incrociano con le solite tastire acide in perfetto stile British), il disco non offre nulla che si discosti dalla pura e semplice normalità.

C’era una volta “Madchester” e la sua follia. C’era una volta una città in cui fioriva una scena che ha segnato un’epoca. Il suono di Manchester raggiunse l’apice alla fine degli anni ’80, grazie proprio al successo di formazioni come Inspiral Carpets e The Charlatans. Tipica di queste band era la combinazione acida fra cultura House e Sound Indie Pop. Condite il tutto con un’immagine trasandata, arrogante e votata all’eccesso e avrete un’idea dell’aria e della musica che si respirava in questa città del sud dell’Inghilterra.

Purtroppo “You Cross My Path” non raggiunge nemmeno lontanamente i picchi acidi di album come “Some Friendly” e “Between 10th & 11th”; gli arrangiamenti, così come le melodie dei pezzi, non offrono alcun tipo di emozione (il brano che dà il nome al disco, l’energica You Cross My Path, prova senza successo a dare una scossa al lotto con chitarre infiammate che cozzano in maniera rude in un muro ritmico ben sostenuto).

Se è vero che la carriera di una band non si mette in discussione con un disco, è vero pure che da una formazione storica come i The Charlatans ci si aspettava di più.