Children of Bodom – Blooddrunk

Children of Bodom – Blooddrunk

Finalmente vede la luce la nuova attesissima fatica dei Children of Bodom, per la gioia dei loro innumerevoli fans sparsi un po’ ovunque tra Giappone, Europa e Americhe. Eppure uno strano presentimento aleggia su ‘Bloodrunk’. Sarà perché quando un gruppo, e soprattutto il suo leader, raggiunge la popolarità pari a quella di Britney Spears, rapportata nel proprio contesto musicale, è realtà comune che il giro di boa è ormai compiuto o perché i loro ultimi dischi quali ‘”Trashed,lost & strungout” e “Are you dead yet?” non sono stati (giustamente) riconosciuti come dei capolavori paragonabili ai lavori dei loro esordi con cui troppo bene ci avevano abituati, ma vedere che questo ‘Bloodrunk’ duri solo 37 minuti è un po' preoccupante, essendo questo un lusso che solo pochi cd( quali per esempio “Slaughter of the soul” dei mitici At the Gates) possono permettersi…
Difatti il cd dura esattamente 37 minuti più qualche piacevole ascolto ripetuto delle tracce ‘LoBodomy’, ‘One day you kill’, ‘Tie my rope’, uniche in grado di lasciare un pallido ricordo di sé all’ascoltatore.

Sia chiaro, stiamo parlando di un cd dei Children of Bodom, un lavoro di alta produzione, suonato con grandissima competenza e tecnica, capace di fondere il prog con death metal come il codice genetico di Alexi & Soci insegna, ma è proprio qui il limite di ‘Bloodrunk’: sembra che il gruppo si stia allenando, non partorendo un qualcosa di fresco, bello e accattivante. Tutto suona come prevedibile e scontato, senza una melodia o un passaggio che riesca ad imprimersi in testa, con Alexi che suona in maniera più ‘cafona’ del solito,e adotta una linea di canto discutibilmente lontana dal suo scream dei tempi d’oro.

Mi dispiace affermarlo, ma questi non sono i veri Children of Bodom. Perdonate la delusione di una persona per la quale “Something wild” ed “Hatebreeder” dureranno per tutta una vita, non 37 minuti…