Cinematic Orchestra, the – Ma Fleur

Cinematic Orchestra, the – Ma Fleur

Non si può rimanere indifferenti di fronte a un disco del genere. Ma fleur – terza fatica discografica di Jason Winscoe e la sua Cinamatic Orchestra – è composto da undici splendidi quadri d’autore, pieni di sfumature, risvolti e soluzioni scelte con gusto e tatto sapiente. D’altronde la freccia giusta era nell’arco dello scozzese da diverso tempo e grazie all’aiuto del bassista Phil France è stata scoccata con precisione, riuscendo a fare centro pieno.

Le linee morbide e sognanti delle precedenti produzioni sono arricchite (facendo guadagnare alle atmosfere un’emozione unica) da tre bellissime voci; quella precisa di Fontella Bass in Familiar ground, l’altrettanto sognante e bilanciata del giovane canadese Patrick Watson, al quale è affidato il brano d’apertura To build a home, e quella splendida di Lou Rhodes, sublime nella mini suite finale Time and space.

Il resto è musica viaggiante, dal sapore piacevolmente jazzato (As the stras fall), moderno nei contenuti e nelle dilatazioni temporali. Nel senso che non ci si accorge del tempo che passa durante i brani, sembra musica sospesa, apparentemente infinita e senza riferimenti.

Ma Fleur è leggero come una piuma, ma è sicuro nelle fattezze, nelle scelte azzeccate di timbri e sampling.

La grafica del booklet è stata curata dalla fotografa Maya Hayuk che per ogni brano ha realizzato uno scatto metaforico, ideale. Ha cercato di dare un immagine concreta alle sonorità di quest’album fatto per un film che forse verrà o che forse rimarrà solo un pensiero, un qualcosa che rimarrà perfetto nell’immaginario di ogni ascoltatore.