Cisco – Il Mulo

Cisco – Il Mulo

Il folk italiano sta attraversando un periodo di crisi: Modena City Rambles senza più identità, Ratti della Sabina e Banda Bassotti non sembrano avere, almeno per il momento, quella verve indispensabile per rivitalizzare il movimento folk italiano. Resta la Bandabardò che però non è mai stata una folk-band a tutti gli effetti e allora ci prova Stefano “Cisco” Bellotti, ex voce storica dei MCR, a rimettersi in gioco con il suo secondo lavoro solista, “Il Mulo”.

Dodici tracce e un dvd allegato con filmati, retroscena, spezzoni di concerti e reportage di viaggi in giro per il mondo. Cisco si allontana dall’intima ricerca dell’io che ha caratterizzato il lavoro precedente (La lunga notte) provando a scrollarsi di dosso la malinconia, arma a doppio taglio del folk. La ricetta sembra funzionare anche perché il vocione di Cisco è una garanzia: bella “Multumesc”, ballata dell’Est di una storia contemporanea che ha come matrice il sogno socialista della Romania. Ritorna il “folk combattente” con “Onda Grana”, la coerenza con “Il Mulo”, la riconoscenza con “Funerale per Sigaro e Banda”.

L’album è ben suonato da un gruppo di giovani musicisti, diretti dal Maestro Magnelli, che accompagneranno Cisco in tour; ogni tanto però si avvertono alti e bassi, “Il Mulo” pecca un po’ di intensità e suona discontinuo, così qualche traccia sembra ripetitiva. Lotta contro il potere e i prepotenti, amore per la propria terra – che Cisco esprime anche attraverso l’uso del dialetto modenese – e amore per suo figlio. Malinconia per gli amici perduti, voglia di vendetta e uguaglianza di classe.

Un passo avanti dunque, rispetto all’album di esordio che aveva lasciato l’amaro in bocca a molti fans. Cisco può diventare il punto di riferimento del folk di casa nostra: lungi da me paragonarlo ai Modena, ma se il gruppo emiliano è ormai diventato prigioniero di se stesso, il suo ex-cantante ha dalla sua una grande voglia di scoprire e scoprirsi ancora.