Codeina – Quore Hidalgo Picaresco

Ammetto di aver provato subito simpatia per i Codeina. Sarà per questo nome così genuinamente provocatorio, sarà per il loro suono così sfascione ed eccessivo, sarà per altri mille motivi ma non appena abbiamo ricevuto in redazione il cd con le note biografiche di questi tre matti ho pensato che c’era proprio bisogno di un po’ di sano, anzi di insano rock.

Mattia, Emanuele ed Emiliano, sono tre ragazzi di Arcore (poveri loro…) la cui età può essere dedotta da una complicatissima operazione matematica che francamente mi sono risparmiato ma da come picchiano sugli strumenti direi che sono giovani, forti ed incazzati. Prima di girarci troppo intorno affibbiamo loro la classica etichetta senza falsi intellettualismi : Grunge ! Si proprio così, in questi anni di nu nu wave, folktronica, nu folk ecc. , i Codeina, con la classica formazione basso/chitarra/batteria, non suonano altro che una miscela di rock, metal, crossover che la definizione grunge sintetizza al meglio. Per carità non ci troviamo davanti a dei nostalgici degli anni ’90 che cantano in un inglese trascinato solo per copiare il compianto Kurt, i Codeina cantano in italiano e a differenza di molti hanno trovato i giusti arnesi per levigare una lingua tanto spigolosa ed ostica, e questo è uno dei loro maggiori meriti. Ascoltandoli oltre ai già menzionati Nirvana e Seattle bands varie, vengono in mente i primi Metallica (“Ridi pagliaccio”), Neil Young (“Quore”) i Racounters (“E’ tutto grasso che cola”) i Rage Against the Machine (“Carnevali E.”) ma anche i Verdena, gli Afterhours ed il Grignani di FABBRICA DI PLASTICA ( non abbiate pregiudizi, è un gran disco !).

Eppure in mezzo a tutti questi feedback e riverberi, spicca una canzone sulle altre: “La eco”, come una perla grezza mostra potenzialità assenti negli altri pezzi, una melodia acida ed appiccicosa ed un testo perfettamente amalgamato al suono.

Bravi ragazzi ! Ma piano con lo sciroppo per la tosse…