Comformists – Three Hundred

The Comformists – Three Hundred

Ristampa griffata Afriantape a tre anni dalla prima pubblicazione per “Three Hundred”, l’album – il secondo per gli almanacchi – degli americani The Conformists. La band, un classico assetto rock oriented tutto muscoli e cartavetrata, si produce in nove passaggi che difficilmente si possono riassumere in un solo aggettivo.

Molta carne al fuoco dunque, in questa veloce mezz’ora di musica. Si va dalle vulcanica “Meredith Knezvitch”, ai deliri dell’iniziale accoppiata “Untitled”/“Laundry Hepburn”, con il vocalist Michael Thomas Benker capace con le sue urla di far incazzare anche il più docile dei vostri vicini, ai tempi sbilenchi di “Stairway to Heaven”. Gli otto minuti della conclusiva “You're Welcome” poi, disarticolati e pungenti, arrivano come il suono della campanella al termine di una giornata scolastica tra le più difficili, trascorsa senza possibilità di giustificazioni.

I Conformists producono musica che avanza demolendo qualsiasi struttura, senza apparenti punti di riferimento, con una devozione incontrollata per la sperimentazione. Ripetizioni ossessive, break improvvisi e andamenti contromano fanno da sfondo a un’impronta che non concede niente alla melodia e agli abbellimenti, cosicché ascoltare “Three Hundred” diventa impresa per orecchie curiose, e pronte al peggio.