Confield – St

Scordatevi gli Autechre, i Confield sono un gruppo romano (RBL Music) che suona new wave melodica dall'approccio danzereccio.
La formazione vede Gianluca Buttari (voce) Luca Mamone (chitarra, seconda voce), Alessandro Bennati (basso), Gabriele Maligno (batteria), Paolo Ferrara (chitarra).
Sembrano apparentemente rivestiti di un'armatura gelida ma dopo un ascolto più attento è facile captare una certa visceralità trasudata dalle note di questo loro disco.
I nomi di riferimento, ammesso che questa pratica di accostare i gruppi odierni al passato sia ancora utile, sono sempre gli  stessi: Interpol, Joy Division, e anche qualcosa dei Cure che appare in lontananza come un'oasi per un viandante del deserto.
Premettendo che musicalmente non c'è nulla di nuovo sotto il sole, la band suona onesta e quasi personale. Il loro punto di forza, che si contrappone al sound un po' omologato, è la voce dell'ottimo Buttari che riesce a spostare l'asse dell'attenzione sui testi e sulle soluzione melodiche studiate con cura.
I punti di forza risiedono in One Morning piuttosto che Shortcuts To Happiness.
Meglio fanno le crescenti Our Room e Big Big Bang e anche se sulla lunga distanza il songwriting tradisce un senso di ripetizione impossibile da ignorare, il disco si lascia ascoltare con piacere.
Immaginiamo che gli aficionados degli eighties impazziranno per queste atmosfere decadenti e retrò.
Ci auguriamo, soprattutto per loro, che nel prossimo disco i ragazzi affilino meglio le armi lasciandosi alle spalle ingombranti punti di riferimento del passato lasciando emergere la loro personalità, già presente su questo lavoro ma non del tutto definita.