Coral, the – Roots and Echoes

Coral, the – Roots and Echoes

Nostalgia canaglia. Ecco un’altra band proveniente dalla terra d’Albione che non può fare a meno che citare le proprie radici, le proprie tradizioni. Come non potrebbe essere così (soprattutto se puoi vantare delle tradizioni che hanno il suono di gente come Beatles, The Who, The Kinks)?

Il problema è che i The Coral (non per nulla amici di uno come Noel Gallagher che è convinto tuttora di vivere nei ’60) vanno sul pesante, riproducendo nei minimi particolari, con il loro ultimo “Roots and Echoes”, il suono del periodo Pop per eccellenza. Arrangiamenti minimalisti e un lavoro di produzione e post-poduzione ridotto all’osso, fanno di questo disco un pezzo da collezione (non fosse che è datato 2007 varrebbe anche molto, ne siamo certi).

Fin qui nulla di male è vero. I problemi iniziano quando le idee scarseggiano e quando non si dona al lavoro una spina dorsale ben salda e senza deviazioni di sorta. I buoni spunti non mancano (il pezzo d’apertura, Who's Gonna Find Me, è un bel mix di energia sbruffona e ruvida voglia di libertà) e le melodie fascinose abbondano (su tutte brilla la stella di Jacqueline: romantica e spensierata la traccia è persa tra gli accordi leggiadri e rassicuranti di una chitarra acustica tanto solare quanto rilassante); quel che stenta alla lunga è la personalità di un gruppo che non ha ancora deciso cosa vuol fare da grande.

Ben vengano riff chitarristici ruvidi e graffianti, ben vengano armonie al limite del dolciastro (Cobwebs rappresenta in pratica i difetti di questo lavoro, impantanata com’è in liriche e melodie fin troppo scontate e immature); tutto però a condizione di non confondere (come spesso accade) l’ascoltatore, sballottato di qua e di là da emozioni contrastanti e poco continue. Che sia stata un’idea astuta per accaparrarsi il maggior numero possibile di acquirenti? Ci duole ammetterlo ma abbiam pauara di si.