Costello, Elvis – Secret, Profane & Sugarcane

Elvis Costello – Secret, Profane & Sugarcane

Una radio in radica, erosa dal tempo e dalla polvere, emette trame musicali che recuperano le radici d'America. È in un “saloon” di Nashville che si susseguono ballate, country-swing, square dance e walzer carichi di densità poetica. La provincia americana degli anni 40/50 rivive in Secret, Profane & Sugarcane. Il camaleontico Mr. Costello ritorna così a quelle sonorità acustiche Made in USA fatte di paglia e fieno, già ricamante nei canovacci sonori di Almost Blue (1981) e King Of America (1986). A produrlo è T Bone Burnett; al tavolo compositivo è accompagnato da: lo stesso T Bone alla chitarra Kay 161, insieme a Mike Compton (mandolino), Jerry Douglas (dobro), Jeff Taylor (fisarmonica), Stuart Duncan (banjo e violino), Dennis Crouch (basso) e Jim Lauderdale alle secondi voci. Tutto il Jack Daniel’s Old Since servito è totalmente intriso dell'aroma Johnny Cash.

L'incipit è un vecchio libro che narra le traversie amorose di Jenny Lind, cantante d’opera svedese di metà Ottocento che negli States fu protagonista di un tour organizzato dall’amante/socio in affari P.T.Barnum (organizzatore di spettacoli musicali e circensi). La taverna sonora si affolla di personaggi complicati, tristi e cinici in un disco quasi interamente acustico.
Il protagonista di Down among the vines and spirits affoga la sua disperazione nell'alcol mentre la voce di un peccatore riecheggia in Complicated Shadows (omaggio al Man In Black Johnny Cash che Costello aveva già inserito, in versione elettrica, in All This Useless Beauty).

I felt the chill before the winter came è un duetto con Loretta Lynn;The crooked line è cantata in coppia con Emmylou Harris. She was no good, How deep is the red?, She handed me a mirror e Red cotton sono invece canzoni che Costello aveva già suonato dal vivo a Copenhagen, nell’ottobre del 2005, in occasione del bicentenario della nascita di Hans Christian Andersen. My All Time Doll è un reticolo di chitarre e mandolini rose dal desiderio.

C'è poi il blues Sulphur To Sugarcane sbruffone e donnaiolo, il country Hidden Shame e la cover di Changing Partners di Bing Crosby. Questo paesaggio di canzoni, dalle metafore ben condensate nella copertina dell'album dal cartoonist Tony Millionaire, trasfigura valicabili torrenti di frontiera che conducono all'osteria delle memorie americane.

Nella taverna non c'è tanta gioia quanta ce n'è sulla strada che ad essa porta. Cormac McCarthy – Meridiano di sangue