De Vito, Maria Pia – Mind the Gap

Maria Pia De Vito – Mind the Gap

A volte l’ispirazione nasce da semplici coincidenze. Maria Pia De Vito stava lavorando ai pezzi del nuovo progetto in studio, quando si è imbattuta nella mostra “Mind the Gap” realizzata da Marisa Albanese, accorgendosi che quei brani avevano proprio come comune denominatore il “gap”, il vuoto che si percepisce nei momenti di passaggio, nell’incertezza di fronte alla decisioni da prendere. Da lì è nato l’album: dodici episodi alla ricerca dei significati e delle ragioni di quegli attimi di smarrimento.

Un disco a tinte accese, capace di mostrarci le molteplici qualità canore di Maria Pia, decisa a non tralasciare nessuna via espressiva per giungere al compimento del suo pensiero musicale, certamente ben a fuoco e mai retorico. La cantante riesce a coinvolgere sia quando i ritmi sono spezzati (“Opening Doors”) che nelle tessiture più raffinate (“Stages I, II, III”); sceglie la via dell’eleganza quando il contesto lo richiede (“I Invented You”) ma non si tira indietro quando c’è da omaggiare Hendrix con un timbro meno accademico (“If Six Was Nine”).

La scelta di utilizzare inserti elettronici e una scaletta azzeccatissima in ogni passaggio, evidenziano l’ampio ventaglio di soluzioni adottate: dai leggeri volteggi della title-track ai riverberi della bjorkiana “Hidden Place” è un continuo cambiar sembianza, indossando ora i panni comodi da rapper di periferia fino all’abito lungo da elegante jazz singer.

In “Mind the Gap” c’è tutta la grandezza di Maria Pia De Vito, il suo modo di essere donna e artista in grado, come pochi, di allacciare i fili del discorso tra storia e ipotesi future: e queste no, non sono semplici coincidenze.