Deflore – Human Indu[B]strial

Deflore – Human indu[B]strial

E' un sudore tutto industrial quello che esce dalla mente dei due Androidi Deflore: Christian Ceccarelli ed Emiliano Di Lodovico. Un sound, il loro, che arriva ala cuore di una macchina fumante chitarra (Christo) – basso (Emiliano), lubrificata dall'olio sperimentale e oscuro di un'elettronica dai suoni calcolatori, tutta samplig, campionatori, synth e loop.

Human Indu[B]strial è rumori metalmeccanici, cupi e desolati, nati nella fucina della Finnvox a Helsinki. È un album follemente meccanico fatto di 11 freddi bulloni d'acciaio.

Emostatico incede con violenza, come un tamburo martellante, per poi procedere con una levigatura più soft. Segue il complesso groove di Connect. Experiment C- Low è una catena di montaggio melodica sorretta da un incomprensibile sottofondo vocale femminile. More Gods Than Devil è il fuoco della follia elettronica, mentre Emilionero riflette nei suoni la decadenza sociale. Lexodub è l'eco rarefatta di interferenze meccaniche. Home è uno sfondo ritmico di ruvida batteria. Orto-D-Ossa è una distorsione sin dal titolo. S-Zwein è rumori graffianti in un cigolare di riff. La Settima Industria parte con un veloce stridio di suoni, pochi istanti, e la musica poi volge l'orecchio all'oriente tra fantasmi vocali in sottofondo. L'ultima traccia è Subsound Corporation che, come un prodotto industriale venuto male, riprende la precedente per poi cambiare totalmente linea melodica.

Un eccellente ibrido uomo-macchina che “deflora” i sensi in una abbandonata “Metropolis” contemporanea