Demdike Stare – Voices of dust

Pura energia di elettro sound.

I due produttori Inglesi Sean Canty e Miles Whittaker, sono al terzo album con il loro “Voices of dust”, uscito nel 2010. Nei nove brani che compongono il disco c’è una concentrazione di angosciante elettro-occulta che fa entrare brani come “Hashshashin Chant” o “Desert Ascetic” direttamente nelle viscere. Un amalgamarsi di tribalità e una continua rigenerazione di suoni industriali che accompagnano l’inquietudine in ogni secondo.

In brani come “Respository Of Light”, veniamo in contatto con un lento sgretolarsi che si tramuta in suono, per poi diventare ritmo ed elevarsi, dando così vita ad una dimensione astratta e trascendentale, in cui si è letteralmente risucchiati. E’ un completo panorama di elettronica e rituale, in un lento avanzare che fa restare l’ascoltatore in una sorta di trance mentre ogni singola vibrazione elettrica si interseca, perfettamente, con il ritmo in continua metamorfosi che segna brani come “Of Decay And Shadow” e “Black Sun”.

Atmosfere surreali prendono vita ascoltando lontane voci e riverberi; come in “Rain And Shame” che lentamente si trasformano in una sorta di melodico avanzamento. Si viene assorbiti da un occulto metallico e da una nera spinta percussiva.

Ancora una volta dopo i precedenti album, “Forest Of Evil” e “Liberation Through Hearin”, Demdike Stare rivelano un intenso e ancestrale insieme, più maturo e potente che, forse, aprirà le porte a un qualcosa d’inascoltato.