Depeche Mode – Sounds of the Universe

Depeche Mode – Sounds of the Universe

I suoni dell’universo. Immodestia o consapevolezza dei propri mezzi? Nel titolo scelto dai Depeche Mode per il loro nuovo album si individua l’ambizione di una band in costante evoluzione, nonostante gli anni di carriera comincino ad essere davvero molti.

“Sounds of the Universe” è un disco deliziosamente elegante, confezionato con la solita attenzione per i particolari che la band inglese mette in ogni pezzo (splendida l'apertura di In Chains, pezzo caratterizzato dal lento incedere di una chitarra tanto graffiante quanto ammaliante). Il suono che contraddistingue il disco è la risultante di una serie di elementi provenienti da un calderone comune (satelliti provenienti dallo spazio siderale, in cui convogliano momenti di assoluto nervosismo e momenti di intima dolcezza).

Il Synth Rock di Dave Gahan e soci stupisce per l’architettura delle tracce (in perenne movimento e per questo sempre originale e interessante). Tele che paiono sfocate ad un primo approccio, divengono via via sempre più nitide; ad ogni ascolto il quadro si fa più chiaro ed ogni elemento si spoglia della veste di cui è stato rivestito.

Wrong, primo singolo estratto dal nuovo lavoro, rilancia la formazione sfoderando un sound martellante e cupo, tanto arrogante quanto nichilista e claustrofobico). Le chitarre di Martin Lee Gore (raggianti in Fragile Tension) si sovrappongono rabbiose alle intuizioni sintetiche di Andrew Fletcher.

Un discorso a parte merita la voce di Gahan. Inconfondibile nella sua profondità, caratterizza l’intera scena, donando al contesto un discreto grado di emozionalità. Vibrante e sensuale, si sposa perfettamente con il lento incedere della musica della formazione statunitense.

Una carriera segnata da molti successi e da pochi passi falsi. Il tutto grazie ad un gusto per le melodie e per la creatività che va al di la della semplice passione. Il gruppo ha fatto la storia e sembra avere ancora voglia di dare scuola, attraverso idee che difficilmente si lasciano inchiodare da schemi prefissati e preconfezionati.