Desert Clouds – Dharma Bums

Desert Clouds – Dharma Bums

Cominciamo dalla chiosa presente sull'Info Sheet del cd: "In fin dei conti Desert Clouds è una speranza".
Ma purtroppo l'unica certezza è quella di trovarci in Italia, dove lavori di questo genere restano confinati nel sottobosco degli intenditori, degli amici di myspace, dei consumatori più esigenti.

Dharma Bums d'altronde è un demo di un gruppo che in Italia si permette di osare in due direzioni: nelle liriche (rigorosamente inglesi, la vera e unica lingua del rock) e nel ritmo secco e disidratado del Desert Rock.
Se dalle prime tracce si cattura qualche speranza Folk Rock, il gruppo prende subito la via del deserto per portaci in atmosfere solitarie pregne di riferiment ai Tool e all'Indie rock più recente.

"Around us" infatti ci ricorda qualcosa di Neil Young anche se la voce di Guidot già ha assorbito parecchia polvere ed è secca e asciutta al punto giusto: dalle tracce successive però il testimone passerà a David of Alayza.
I brani che compongono questo lavoro sono ben rappresentati dalla foto di copertina: un paesaggio ostile, freddo e solitario, reso vivibile dalle dense atmosfere che la "nuvola del deserto" trasmette agli ascoltatori. Ascoltare per credere.

Se qualcuno osasse puntare su di loro, saremo pronti a rischiare anche i soldi per comprarci questa dose di Indie italiano. Alla faccia di Baudo, Zard e tutto il baraccone che ci spaccia l'Ariston come riferimento musicale della penisola e il musical come unica cosa degna di ascolto nei teatri italiani.

Desert Clouds, coraggio: la speranza è l'ultima a morire.