Dismal – Miele dal Salice

Dismal – Miele dal Salice

La musica che i Dismal propongono è per lo meno insolita. Anche dopo diversi ascolti non si ha mai la sensazione di poter prevedere dove conducano in realtà i pezzi. Nessuna costrizione, nessuna regola ferrea, nessun chiaro segnale o elemento che possa legarli a un genere o per lo meno avvicinarli. Il centro di tutto è la voglia di disegnare immagini, di condensare visioni e sogni, di raccontare, in più lingue, storie di una dimensione lontana, eterea.

Può essere la colonna sonora di un volo o una danza di folletti e nello stesso momento tramutarsi nel sottofondo di un incubo. Nel contesto perdono importanza le forme e i contorni, mentre si va plasmando una musicalità che circonda l’ascoltatore senza concedergli alcun punto di riferimento, spingendolo a perdersi tra le molteplici influenze che portano un valzer da sogno a trasformarsi in un attimo in una cavalcata metallica minacciosa.

La band si abbandona ad un flusso continuo di indizi e suoni che spaziano in ogni direzione timbrica e stilistica pur apparentemente molto distanti tra loro: da arpeggi chitarristici che si confondono col carillon, si passa per il pizzicato di archi intervallato a fughe al pianoforte mentre, nel frattempo, tutto intorno scorre e non torna mai lo stesso, in un viaggio introspettivo che offre una curiosa e polivalente prospettiva dell’universo gotico. Forse un pelino pretenziosa e ridondante ma sicuramente originale.