Doherty, Pete – Grace / Wastelands

Pete Doherty – Grace / Wastelands

Una bella sorpresa. Chi infatti si aspettava un nuovo disco con i Babyshambles o una reunion con i Libertines è stato spiazzato (ancora una volta?) da Pete Doherty. Il ragazzaccio inglese, troppo spesso sulle prime pagine dei giornali grazie alle sue “malefatte” in terra d'Albione, ci regala un album d'esordio (per la sua carriera solista) che si pone in netta contrapposizione con quello che ci aveva fatto ascoltare con i “suoi” gruppi.

Tanto imprevedibili e impulsive risultavano le soluzioni sviscerate con i dischi delle formazioni di cui sopra, tanto ora questo “Grace/Wastelands” risulta ragionato e delicato, psichedelico e ricco di spunti acustici godibili a pieno. L'atmosfera che si respira, sia ben chiaro, è sempre dettata dalle idee originali di uno degli ultimi autori di successo del panorama Inglese; quello che colpisce è l'approccio pacato e ovattato che avvolge i brani del lotto (su cui svetta per originalità e qualità il singolo Last of the English roses).

Il suo è stato un viaggio, compiuto con decisione, verso tranquille soluzioni acustiche, nelle quali spicca il rapporto intimo che lega la sua voce puerile e scanzonata alla sua chitarra acustica, tormentata a volte con passione, a volte con disarmante dolcezza. La forza del lavoro risiede dunque nelle emozioni che riesce a farci vivere. Come detto l'elettricità non centra e dunque ecco che appare con chiarezza un senso di maturità artistica che fino a questo momento nessuno di noi riconosceva al giovane scavezzacollo del Pop di sua maestà (Sweet by and by omaggia addirittura certi pezzi da camera proposti nei '60 da Paul McCartney, regalando al disco un senso d'ironia che fino a quel momento gli era estraneo).

La produzione di Stephen Street e Graham Coxon lega d'altra parte il sound del lavoro ad una tradizione ben definita e ben identificabile, avvolgendo le dodici tracce di un calore e di una profondità che dona all'ascoltatore sicurezza (gli arrangiamenti risultano elegantemente incastonati in una spina dorsale riconoscibile per tutta la durata del lavoro).

Che sia arrivata la consacrazione per un autore fin troppo tormentato?