Dream Theater – Black Clouds & Silver Linings

Dream Theater – Black Clouds & Silver Linings

Sinceramente stupiti. Il fatto che una formazione che sembrava ormai essere intrappolata da un lecito senso di soddisfazione (dovuto ad un successo commerciale e artistico più che invidiabile) fosse ancora in grado di attirare l'attenzione, con un album al di sopra delle media, non ce lo aspettavamo proprio.

I Dream Theater dunque ci spiazzano (per l'ennesima volta?) con un lavoro, dal titolo piuttosto evocativo, che sa' scuotere le viscere come ai vecchi tempi (o quasi). Nessun paragone con le vecchie produzioni (sarebbe come ricordare una gioventù che non può e non deve tornare); “Black Clouds & Silver Linings” viaggia discretamente bene, vantando una buona produzione (Mike Portnoy e John Petrucci curano nei dettagli il sound delle sei tracce, regalando all'ascoltatore il solito sincero e massiccio insieme di colori ed emozioni) e una buona vena per quel che concerne l'ispirazione compositiva.

Inutile decantare le solite doti stilistiche e tecniche della band americana (anche se riesce complicato il non compiacersi di fronte alle prove di forza del virtuoso Petrucci: un vero e proprio re mida delle sei corde, che riesce a donare a tracce mediocri come A Nightmare to Remember qualcosa per le quali valga un riascolto appassionato). Se la musica della compagine statunitense appare come al solito come la risultante di un buon gioco di squadra, i testi del lotto sono quasi ad esclusivo appannaggio di John Petrucci, che rapisce l'ascoltatore, guidandolo in viaggi dal sapore intimo e ipnotico (raccontando le paure e le insicurezze che avvolgono l'animo di ognuno di noi) con l'ausilio di un approccio desolatamente cupo e raccolto.

Un discorso a parte merita The Best of Times. La traccia, interamente dedicata alla memoria del defunto Howard Portnoy (padrea del batterista Mike), raccoglie i sentimenti e le passioni di un figlio a cui la vita ha sottratto il proprio genitore. I tredici minuti del brano in questione sono quanto di meglio si possa chiedere oggi ai Dream Theater: forza, coraggio, passione, tecnica e cuore. Le parole toccano l'animo, viaggiando parallelamente ad un Progressive Metal che non fa prigionieri; a dispetto di quanto non succeda nel disco, la traccia abbaglia per solare delizia e per sano ottimismo (il sound raccoglie le invettive lanciate nel testo da Mike Portnoy).

Concludendo la nostra analisi possiamo riassumere affermando che “Black Clouds & Silver Linings” restituisce al mondo una delle band che maggiormente hanno rivoluzionato il mondo del Metal negli ultimi anni; non verrà certo ricordato come una delle prove di forza della storica formazione ma sicuramente il suo è un ascolto che riesce davvero con piacere.