Dream Theater – Greatest Hit

Dream Theater – Greatest Hit

Diciamolo subito: c´era REALMENTE bisogno di fare un Greatest Hits?
Direi di no! Insomma, i loro cd li abbiamo tutti e chi li ama conosce le canzoni a memoria nota per nota. Chi non li conosce invece farebbe meglio ad avvicinarsi prima ai loro album dato che stiamo pur sempre parlando di un gruppo progressive.
Negli ultimi tre anni tra live, dischi con orchestra, dvd , concerti, video (più o meno osceni) hanno attraversato tutto il panorama della produzione discografica/mediatica a loro disposizione (mancano solo i film al cinema, una serie di cartoni animati e un reality in cui chi vince sarà addetto al montaggio/smontaggio della Siamese Monster di Portnoy per il resto della sua esistenza…)

Sorgono subito i primi dubbi: sia stato un dictat della loro casa discografica? Che i loro ultimi "stupendi " lavori non abbiano venduto abbastanza? Straaaano, data "l´alta qualità" che li contraddistingue…
Cmq sia, ormai il dado è tratto…vediamo che hanno combinato stavolta.

Partiamo dal titolo: scelta strana quella di evidenziare la parola SHIT in rosso, autoironia o solo amara consapevolezza? Ai posteri l´ardua sentenza…
Tra titolo e sottotitolo inoltre si legge "Greatest Hit…and 21 other pretty cool songs" che a casa mia vuol dire "La canzone più bella…e altre 21 canzoni piuttosto carine" (traduzione piuttosto maccheronica ma che rende l´idea). Ora, dato che le canzoni in totale sono 22 e mi si dice "La canzone più bella", a quale si riferiscono? Ipotesi: tutte le canzoni sono tratte da vari loro album, l´unica non inclusa in nessuno di essi è "To live forever": possibile che dopo 20 anni di carriera e 10 album all´attivo considerino la loro canzone più bella un pezzo che è contenuto solo nel singolo di Lie del 1994 che in tutto il mondo avranno 3 cristiani arrotondando per eccesso, genitori dei Dream compresi?

Passiamo alla scaletta.L´album è composto da 2 cd, il primo intitolato The Dark Side, che ovviamente presenta il loro lato più heavy, e il secondo intitolato The Light Side che rimanda al loro lato più intimo e malinconico. Ora, che diavolo ci fanno nel cd 1 “Peruvian skies” e “Misunderstood”?
Boh, meglio lasciar perdere e si chiude un occhio dato che entrambe le canzoni iniziano tranquille per diventare pesantine da metà/ trequarti in poi.

E qui la domanda sorge spontanea: ma mettere una “Under a Glass Moon” o una “Honor thy Father” non sarebbe stato più appropriato?
Senza poi contare l´assenza ingiustificata in tutta la compilation di pezzi di prim´ordine a cui tanti fan (me compreso) sono assolutamente affezionati come “The Ytse jam”, “Surrounded”, “Metropolis pt.1”, “Hell´s Kitchen”, “Caught in a Web” o “The Glass Prison”… Capisco che non si può accontentare tutti ma visto che già su Score, antologia orchestrale del 2006, avevano "piazzato" 4 pezzi di “Octavarium”, che senso ha riproporre gli stessi pezzi (peraltro neanche modificati) su un´altra antologia a soli 2 anni di distanza?

Ma ora veniamo alla parte più bella, o meglio alla cosa che più incuriosiva di quest´album: i fantomatici remix. Speravo in qualcosa di diverso, immaginavo una ventata di freschezza, per lo meno degli arrangiamenti nuovi. Per darvi un´idea credevo in una “Pull Me Under” ri-arrangiata come spesso succede dal vivo con momenti più veloci e altri più lenti stile reggae o giù di lì,ma niente di tutto questo. I pezzi sono stati rimasterizzati migliorando la resa sonora di alcune tracce come il basso o la tastiera( che nei pezzi datati non si sentivano benissimissimo), ma cosa ti combinano in compenso? In preda al solito delirio di onnipotenza e iperperfezionismo hanno digitalizzato le distorsioni della chitarra in maniera orrida e hanno pulito troppo la batteria (sembra quasi elettronica per intenderci) appiattendo la resa sonora dei pezzi in modo allucinante, lasciandoli trasparire sterili e asettici come non mai!
Unica vera novità è che in alcuni brani Rudess ci ha aggiunto qualche giochetto di tastiera in più…tutto qui.

L´unica cosa per cui quest´album merita un bel 9 in pagella è il coraggio… ce ne voleva davvero tanto per escludere tante belle canzoni da un Greatest Hits e per maltrattare in questo modo pezzi assolutamente memorabili come “Take the time”, “Another day” o “Pull me under”…

In finale, non ne avevamo bisogno noi, non ne avevano bisogno loro e soprattutto non ne avevano bisogno i loro brani, alcuni dei quali si staranno sicuramente rivoltando negli spartiti (perdonate la metafora ma la delusione è veramente tanta!).
In una parola: INUTILE!