Drones – Havilah

The Drones – Havilah

The Drones sono in attività dal 2000.
Arrivano diritti dall’Australia, influenzati profondamente dalla psichedelia.
Giunti al loro sesto album, non contando i due live, la band presenta “Havilah”, registrato per la ATP Records.

“Nail It Down” apre le danze con il miscuglio ben calibrato di Velvet Undergorund e Green On Red.
“The Minotaur” dalla forza dirompente, è un po’ Suicide e Neil Young con i Crazy Horse, solo un po’ più folle.
C’è ben poco di convenzionale nella musica dei Drones, certo la matrice dei brani è riconoscibile, ma le atmosfere create, sgusciano via come fossero ricoperte da una sostanza oleosa.

Analizzando in profondità i brani emergono tracce di blues, parti di rock, ma nell’insieme il disco evoca sensazioni contrastanti, che spiazzano l‘ascoltatore, rendendo “Havilah” una piccola perla, “The Drifting Housewife”.
Dal punto di vista tecnico non siamo di fronte a maestri, ma il sound dei Drones è emozionale, affidato a feedback che lacerano le composizioni e le orecchie di chi ascolta, “I Am In The Supercargo”.

Non mancano le note dolenti e malinconiche di brani come “Careful As You Go”, una piccola e timida perla folk di intensa bellezza.
L’acida voce di Garret Liddiard sceglie linee vocali che cozzano volontariamente con la melodia, evitando di cadere in scontati e prevedibili giri la(e)ccati, “Cold And Sober”.

Per me il lavoro si sarebbe potuto concludere con la micidiale “Luck In Odd Numbers”, carica di elettricità come solo i Crazy Horse sanno fare ma la band decide di puntare sulle passioni incendiando i sensi con la delicata “Your Acting’s Like The End Of The World”. Promossi a pieni voti!!