Drop Alive

Drop Alive

Concisi e distruttivi. Con l’aiuto di un disco di puro Hard Rock – Metal (poco più di trenta i minuti), i Drop Alive ci scuotono le viscere. Prodotto dalla band (con il prezioso aiuto di William Novati), il lavoro si presenta come un ottimo assamble di pezzi granitici e maestosi che ricordano da vicino il sound potente e distruttivo dei migliori Pantera. Give Me Hell apre all’ascoltatore un mondo fatto di veloci riff chitarristici che non fanno prigionieri (la sessione ritmica scandisce un tempo forsennato e circolare che accresce il senso minaccioso che il brano porta con sè). Se l’Hard Core più sanguigno si pone come spina dorsale per l’intero disco, da sottolineare come non manchino affatto incursioni piuttosto ben assortite in territorio Metal. Gli Stop and Go chitarristici di Holy Song richiamano alla mente alcune soluzioni adottate dai Metallica durenate il periodo di …And Justice for All. Per concludere i collegamenti (perchè in fondo la band produce dell’ottimo materiale, molto originale) la voce che accompagna le tracce del lavoro più volte mostra similitudini con un Mustaine in versione alcolica e un Jonathan Davis piuttosto inquieto; il tutto condito da una sana dose di strafottente fiducia nei propri mezzi. Out of my way ci mostra la band in versione inedita (almeno per i primi quindici secondi); il brano inizia con un arpeggio acustico dalla bellezza ipnotica che viene delicatamente distrutto dalla furia successiva delle chitarre e della batteria (per un brano che sconfina spesso in un Nu-Metal eclettico e mai stabile). Un disco da promuovere e da ascoltare con attenzione, aspettando con ansia la prova Live.