Dylan, Jacob – Seeing Things

Jacob Dylan – Seeing Things

Godetevi un disco che vi farà sognare. Sedetevi, tagliate ogni ponte con il mondo esterno ed immergetevi nella prima fatica solista di Jakob Dylan. Il ragazzo (chissà perché ci vien ancora di chiamarlo così…) si allontana momentaneamente dai suoi Wallflowers (ultimamente in caduta libera) e sforna un disco dalla bellezza cristallina (alla produzione Rick Rubin).

“Seeing Things” è un disco maturo, un disco che mette in evidenza il talento compositivo del figlio del menestrello americano. Jacob si sveste da tutti gli orpelli che affollano di solito i pezzi del suo gruppo per sciogliersi in un delicato abbraccio acustico. Il suono che ne viene fuori è un qualcosa di assolutamente godibile e apprezzabile.

La vera chicca del lavoro è Valley of the low Sun. Siamo di fronte ad una ballata acustica dolce e dal vivace piglio Folk. La voce di Dylan Jr si fonde con gli arpeggi della sua chitarra creando un ponte verso atmosfere rilassate e dai forti richiami Beatlesiani (un po’ ci ricorda le invenzioni di Blackbird). Non aspettatevi tuttavia colpi di scena. Il lavoro viaggia sui binari di una semplice gioco voce chitarra che ci trascina piacevolmente in una dimensione raccolta e dai sapori molto intimi. Tutto è ridotto all’osso. Le buone melodie (che entrano in testa al primo ascolto) si stagliano tra arpeggi solari e rilassati. La voce di Jacob d'altronde si dimostra ancora una volta all’altezza della sua fama, tendendo la mano all’ascoltatore e avvolgendolo in un caldissimo abbraccio.

I difetti? Chiaramente il disco avrebbe guadagnato in termini di originalità se Dylan avesse avuto il coraggio di colorare maggiormente il suo lavoro, fornendo al lotto qualche valvola di sfogo verso lidi dalle sonorità più varie. Il cd invece mantiene ben salde le proprie intenzioni. La spina dorsale del lavoro infatti non si discosta per tutta la sua durata dagli ambienti Folk e per certi versi Country che il “ragazzo” chi ha regalato.