Eels – End Times

Eels – End Times

È la solitudine a divorare le 14 tracce di End Times, a soli sei mese dal licantropico Hombre Lobo, e a rinchiudere l'ascolto nel solitario manicomio sonoro della mente e del cuore. Mr. E stila il suo taccuino di vita di intima sofferenza e malinconia, nell'abbandono di un cantautorato che alterna scarne ballate, mosse unicamente da arpeggi di chitarra e toccate d'organo e pianoforte, a ritmi più incalzanti.

Il mesto ritratto personale di Mr. E si anima attraverso i versi e la musica e la storia ha inizio con i flebili movimenti di chitarra di The Beginning. Le sonorità si fanno più marcatamente elettriche e febbrili col blues Gone Man, mentre In My Younger Days prende vita dal gioco carezzevole di chitarra e tastiera. Mansions of Los Feliz è intrisa di segreti da condividere col desertico io interiore, A Line in the Dirt trasfigura un rapporto di coppia che s'incrina e rallenta sulle note di un pianoforte, ed End Times è strazio e dramma che rivivono nella linearità acustica di una chitarra elettrica. Si procede col breve intermezzo parlato, Apple Trees, e con la potente carica blues di Paradise Blues. “Something’s not right and I don’t understand it”… una voce, le corde pizzicate di chitarra, l'armonica a bocca e parole dal sapore amaro, trasportano la triste ballata Nowadays. Unhinged è sorretta da un ritmo intrigante e High and Lonesome scorre su un filo del telefono, sotto la pioggia battente che bussa alla porta del cuore. I Need a Mother è solo pianoforte che sa di calore materno; segue Little Bird, mentre l'ultima pagina dell'album è affidata alle sussurrate parole della riflessiva On My Feet.

End Times narra di appassionate traversate lungo le strade della perdita e della solitudine, aprendo ferite profonde che stillano sangue acustico su poetiche parole d'amore e d'abbandono.