Effetti Collaterali – Crederai Che Non…

Effetti Collaterali – Crederai Che Non Sei Schiavo?

L’attitudine alla performance dal vivo ha sedimentato, nel cuore e nell’anima degli Effetti Collaterali, una forza espressiva tagliente e propensa al colpo duro e ben assestato. Dieci anni di carriera passati a frantumare palchi in giro per l’Italia, in solitudine o al fianco di grandi realtà come Marlene Kuntz, e finalmente arriva per I Dischi del Minollo questo “Crederai che non sei schiavo?”.

Quattordici tracce che segnano un percorso di oltre un’ora, dove si possono osservare tutte le caratteristiche della band, che esprime un rock duro poco incline alle melodie e agli abbellimenti eccessivi; testi mirati a far risaltare problematiche sociali e un tambureggiante sviluppo sonoro tipico di chi non si adagia su canoni prestabiliti e ha voglia di scardinare le coscienze di chi ascolta. Un carattere che emerge in ognuna delle tracce proposte: dall’amara “Una casa di carta” alla tellurica “Nel tuo basso ventre”, passando per la disarmante “Diario di un povero vecchio pazzo” fino all’inquietante “Sottoattacco” è un continuo sballottamento senza possibilità di tregua. La voce al vetriolo e la chitarra perennemente distorta di Fabio Settembrino trascinano, e spesso strattonano, l’ascoltatore nelle viscere di un progetto che trova nella ritmica forsennata dei fratelli Gianluigi e Antonio Santoro la chiave per aprire le porte del grunge estremo, del rock fulmineo, del punk d’annata.

Alla fine l’eccessiva durata dell’album fa emergere un filo di monotonia, ma se – come si legge sul loro sito – lo scopo era quello di “provocare reazioni e diffondere le nostre lucide follie” dobbiamo ammettere che la band riesce a dar luogo a una piacevole e inattesa reazione nociva. Lasciatevi infettare.