Elton Junk – Loophole

Elton Junk – Loophole

Nati nel 2001 con già all’attivo tre album, fra cui “Because Of Terrible Tiger”, gli Elton Funk danno alla luce “Loophole”, nuovo lavoro che li porterà in giro per il mondo.
A loro agio con colonne sonore, installazioni e teatro, questi sei figuri, di provenienza senese, si muovono sinuosi fra melodia trasversale e songwriting capaci di mandare in solluchero i critici alla ricerca di qualcosa di fresco e non etichettabile.

La band si aggrappa a spunti new wave (Lost), e atmosfere più delicate, intimiste (All Along The Horizon), molto vicina, nella timbrica vocale, al buon vecchio Jim Morrison che, impegnato a farsi avvistare dai mitomani, magari avrà fatto anche un salto nello studio di registrazione degli E.J.
Si passa con facilità dall’italiano, abbastanza scorrevole, a testi in inglese che nulla tolgono o aggiungono alla bellezza della musica, che di per sé funzionerebbe benissimo anche senza le parole.

Gli arrangiamenti sono di fine grana, mentre il songwriting, molto efficace, da un’idea precisa dello spessore della band.
“The Power Of Love”, vicina a mr. “inchiostro” Nick Cave, è avvolta da una patina vagamente psichedelica, giocata su percussioni delicate, arpeggi lenti e moanin’ guitar.
“Summer” viaggia sullo stesso livello di “The Power Of Love”, laida e malata con un trombone inquietante come l’arpeggio in pieno stile June Of 44.

Raccontare la bellezza di album del genere non è affatto difficile, per una volta lo sporco lavoro di “recensire” emozioni è facilitato dalla bellezza dell’opera.
A proposito di altri mostri sacri del rock, ancora in vita, nella cangiante “The Beast Called Rock And Roll” appaiono lo spirito e l’attitudine dell’Iguana, che dominare gli incandescenti sei minuti di quest’ottimo brano.

Chiude la sintetica e sinistra “Del Miele”, dai suoi abissi spunta l’ottimo violino del “bolognese violento” Nicola Manzan.
Pollice in su per gli Elton Junk!!