Enfance Rouge – Bar-Bari

Fra un disco del cazzo e uno senza spina dorsale ogni tanto spuntano queste meravigliose chicche della Wallace Records che non smetterà mai di stupirmi.

Mai dire mai?

Vero, ma finora è andata cosi, se l’aria dovesse cambiare allora ritirerò il mai e piangerò sul vinile versato.

Per ora mi godo queste uscite, allucinate e lerce che l’etichetta continua a sfornare. Otto brani per l’Enfance Rouge trio italo-francese che intitola il suo lavoro “Bar–Bari”, gioco di parole dalle multiple interpretazioni. Ma al di la di giochi linguistici la cosa interessante è il suono malato e perverso di questa band.

Percussioni cupe, voce roca e musica quasi minimale che lascia la possibilità di violare la singola verginità di ogni strumento. Ci si può avvicinare senza rimanere scottati, se mantenuta una distanza di sicurezza. La lingua scelta è il francese, il connubio fra Montenegro e Puglia produce un album elettrico che scorre come mescalina nelle vene.

Le parti ritmiche ricordano i Bachi Da Pietra, anche’essi su Wallace Records, mentre la voce è molto più sporca e cattiva. Sul brano più ossessivo spunta Bertrand Cantat, degli sfortunati Noir Desir, mentre nelle parti drogate il riferimento ai Velvet Underground è innegabile.

Un disco fatto, e “strafatto”, d’ossa robuste che dovreste mettere su in una di quelle orge che tanto desiderate la notte, mentre siete immersi nel fumo azzurrognolo della vostra ultima sigaretta prima di lasciarvi andare a sogni lascivi.