Europe – Secret Society

Europe – Secret Society

Secondo album del dopo reunion per la formazione storica degli Europe, che colpiscono di nuovo nel segno sfornando un lavoro solido, andando ad attingere direttamente alle proprie radici.
Sì, la formazione, capitanata dal singer Joey Tempest, ha fatto la scelta più coraggiosa (“Start from the dark” non era solo il titolo del primo album, può essere considerata una vera e propria dichiarazione d’intenti): avrebbero potuto scegliere di ricominciare lì dove avevano concluso all’inizio degli anni ’90, sfornando le melodie catchy e poppeggianti che gli hanno fatto vendere milioni di dischi, invece hanno optato per ripresentarsi con uno stile più heavy (Norum ha accordato le chitarre sotto di un tono per sottolineare maggiormente questa direzione), meno immediato, forse, ma artisticamente più appagante per loro.
Lontani i fasti di “The final countdown”, quelli dei capelli cotonati e delle pose tipiche anni ’80, gli Europe ci propongono un hard rock di matrice classica che cattura da subito per freschezza e ispirazione del songwriting; al combo iniziale “Secret society”-“Always the pretenders” spetta il compito di mettere bene in chiaro questo punto. Il gruppo appare in gran forma: John Norum è chitarrista estroso e aggressivo, Tempest è ancora un cantante di razza e si conferma, con Mic Michaeli, anche un ottimo songwriter. Naturalmente non bisogna attendere molto per trovare la prima ballad dell’album, “Wish I could believe”, veramente molto toccante, forse il punto più alto dell’album; si prosegue sulla stessa falsariga con “Let the children play”, dove un coro di voci bianche (in realtà un unico bambino che ha inciso per undici volta la propria voce) conferisce la drammaticità che il tema toccato dalla canzone richiede. “Human after all”, “Mother’s son”, “Brave and beautiful soul”, sono tutte canzoni degne di menzione, gemme di puro rock che ci conducono a “Devil sings the blues”, brano che conclude un lavoro realmente convincente, una riconferma che la reunion degli Europe è un progetto serio e non un estemporaneo tentativo di raschiare il fondo del barile della notorietà che fu. Un ultimo pensiero va alla dimensione live della band: questo materiale combinato sapientemente con i grandi successi del passato, darà certamente vita a show incendiari, che non andrebbero persi per nessun motivo la mondo.