Foo Fighters – Wasting Light

Ho sempre considerato i Foo Fighters un gruppo con una grande pecca; e cioè (con la dovuta eccezione del loro bellissimo album d'esordio) sfornare lavori contenenti uno o due singoli veramente pregevoli, circondati da decine di canzoni puramente riempitive. È con questa sensazione alquanto negativa che mi sono dunque avvicinato a "Wasting Light", già convinto che l'elettrizzante singolo "Rope" fosse la solita gemma isolata. Ma ho dovuto ben presto ricredermi.   

"Wasting Light" è davvero un signor disco. Puro e semplice rock della vecchia scuola americana. Niente fronzoli, solo accordi sparati con grinta e velocità, melodie ben costruite da quel furbetto talentuoso di Dave Grohl. E non può essere solo una semplice coincidenza che questo exploit sia giunto adesso, in concomitanza col ritorno in pianta stabile nel gruppo di Pat Smear. La sua presenza si fa sentire, eccome.    

Il disco fin da subito fa capire come girerà la storia; "Bridge Burning" apre le danze con le tre chitarre del gruppo che, una dopo l'altra, irrompono nella scena fino a raggiungere il culmine unendosi ai ritmi frenetici della batteria di Hawkins. Una volta accesa la miccia, i Foo Fighters sembrano non volere più spegnerla.   "White Limo" è la loro canzone più selvaggia di sempre, Dave Grohl urla all'impazzata senza pace; "Arlandria" ha una linea melodica che una volta entrata in testa sembra non poter più uscire; "These Days" ricorda nello stile la delicata hit "Walking After You", anche se in questo caso nel corso del brano si tinge di sonorità più rock. E merita una menzione anche "Walk", il pezzo che va a  concludere il tutto, una canzone emozionante che raggiunge il culmine con un desiderio di Grohl gridato a squarciagola: I never wanna die.  

Strano a dirsi, forse l'unico momento minore di questo album è "I Sould Have Known" che vede la collaborazione col bassista Kris Novoselic, vecchio amico e collega ai tempi dei Nirvana.   Ma i Foo Fighters sono altra cosa. Grohl non sarà mai una leggenda come Cobain, non scriverà nulla di nuovo nella storia del rock. Forse non lo desidera nemmeno. Il suo intento sembra più che altro divertirsi, far divertire e spaccare. Missione compiuta Mr Grohl.