Gazebo Penguins – The Name is not the Named

Gazebo Penguins – The Name is not the Named

È cosa nota che tra Correggio e Zocca hanno trovato i natali alcuni tra i rocker più blasonati della Penisola, ma che ci fossero dei pinguini dediti alla trinità chitarra-basso-batteria (e qualche tastiera), ci giunge nuova. Arriviamo sulla notizia in leggero ritardo, dato che i Gazebo Penguins hanno già pubblicato un ep di otto tracce (“Penguinvasion”), ma giusto in tempo per ascoltare la loro prima fatica sulla lunga distanza targata Suiteside records.

“The Name is not Named” è un disco che si risolve in poco più di mezz’ora e dove si susseguono undici pezzi tirati, taglienti, testardi. Il trio non ama perder tempo con i preliminari. Il loro è un approccio che ricorda molto – soprattutto nelle prime tracce – il pronti-via in stile Ramones per intenderci. Non amano neanche dilungarsi a fine brano, attitudine che dovrebbe essere coltivata meglio dalla band, visto il bel risultato ottenuto con l’ottima “Mary Mongò Used Call Me Igino”, non a caso il tratto che a fine corsa ci viene subito voglia di ripercorrere. Per il resto le tracce si mantengono tutte su un buon livello formale, e trovano la loro forza sia negli intrecci vocali di Gabriele Malavasi e Andrea Sologni che nelle continue deviazioni melodiche, in grado di dare all’ascoltatore punti di riferimento sempre diversi e mai scontati.

Debutto niente male dunque; i pinguini vanno tenuti sott’occhio perché hanno le potenzialità per far diventare la loro isoletta di ghiaccio un autentico iceberg.