Gianluca Grasso – VorteX

Gianluca Grasso – VorteX

Facendo leva sulle esperienze accumulate in questi primi anni di carriera, il giovane pianista e compositore Gianluca Grasso ha cercato di unire nel suo “Vortex” diversi stili musicali.

Questo lavoro d’esordio, come il titolo suggerisce, è di fatto incentrato sulla centrifugazione di derivazioni musicali diverse – a tratti veramente distanti – in un’unica concezione, che a volte è vicina alla fusion, poi sfiora la pura classicità, in qualche episodio ricorda le atmosfere latin, senza dimenticare alcuni innesti prossimi all’hip hop.

Al centro di tutto ci sono massicce dosi di elettronica, tese a raccordare le varie aree espressive, e in fondo all’ascolto di “Vortex” ci sono i grandi interrogativi. Punti di domanda tesi a far luce sulle scelte operate da Grasso e sulla pletora di input messi a reagire, anche dove sarebbe stata più idonea una linea di condotta più sobria.

Sarà forse per la troppa voglia di ibridare sensazioni e profumi, ma il risultato finale perde di efficacia proprio per l’eccessiva abbondanza di vie imboccate e poi lasciate, pezzi tirati via con eccessiva fretta e soluzioni che fanno di “Vortex” un album incoerente. Peccato.