Giant Sand – Long Stem Rant

Continua la saga delle rimasterizzazioni firmate Giant Sand. In occasione del venticinquesimo anniversario, Howe e compagni, ripresentano un disco che come noto ha fatto da spartiacque artistico, aprendo la strada a registrazioni lo-fi, poi utilizzate di frequente dalla band. “Long Stem Rant” racconta la criticità di un periodo, votato alla soddisfazione degli istinti e noncurante delle restrizioni legate al mondo della discografia. Concepito durante un weekend di ritiro, ospitati dalle dune del Mojave californiano, il batterista John Convertino e il poliedrico Gelb – supportati dal produttore Eric Westfall – raccolgono una ventina di tracce nelle quali si spazia dal classico alternativ country-rock, alle sonorità più “estreme” del punk e dell’haevy con intercalanti venature jazz-blues. Un disco che lascia confusi, un po’ disorientati, in moto perpetuo verso un continuo mutamento che Mr. Howe descrive così: “Del deserto mi affascina il fattore dell'erosione. In queste superfici hai un tasso di erosione rapido, basta un niente e l'ambiente è diverso, cambia, non è più lo stesso. Se piove poi… la cosa è istantanea. Ecco, il sound della mia band ha a che fare con il concetto dell'erosione, cambia tutti i giorni, sembra la stessa ma se guardi bene non lo è affatto” (Howe Gelb, rootshighway.it).

Un disco che svela tanto dell’anima di un artista e di una band, che in sordina ha scritto pagine importanti della storia della musica. Noi ci limitiamo a sottolineare quanto sia bello spolverare tra i vecchi dischi, e a consigliare “Long Stem Rant” a chi ancora non ha avuto il piacere di ascoltarlo.