Gio Gentile – Atlantide

Gio Gentile – Atlantide

C’è di mezzo Atlantide nel concept album di Gio Gentile, seconda prova sulla distanza che conta a sei anni dal disco d’esordio “Makarìa”. Il continente sommerso, con le sue storie e gli aneddoti che ne hanno alimentato la leggenda, ha ispirato il chitarrista campano per un lavoro d’esplorazione all’interno del proprio pensiero musicale.

Dieci tracce strumentali, in stretta relazione emotiva tra di loro, che ricordano da vicino le movenze del rock fusion di qualche tempo fa. Al centro della scena, sempre e comunque, la sei corde elettrica di Gentile, il quale inanella una serie infinita di melodie, che ora ci fanno immaginare un sole al tramonto (“Nettuno”), poi trascinano l’ascoltatore nella contemplazione di qualche ricordo perso nella memoria (“Atlantide”) e non mancano di incurvarsi verso ambientazioni più scure e pensose (”Leukos”). Una tessitura che mette ben in evidenza anche le tastiere e un pattern percussivo dal sapore mediterraneo, vicino a una concezione di fare musica addizionando elementi e colori in continuo mutamento, dove non trovano spazio silenzi e lunghi respiri.

Trascurabili, in termini di concretezza espressiva, gli interventi dei due ospiti presenti (il promettente trombettista Luca Aquino e Joe Amoroso, tastierista vicino al Pino Daniele d’annata), in un album dal sapore un po’ retrò, ma che certamente non mancherà di stimolare appieno la fantasia di chi, come il chitarrista di Procida, ha come riferimento stilistico Joe Satriani e il Gilmour più mieloso.