Glamour of the kill – The Summoning

Probabilmente i Glamour of the kill rappresentano uno dei + grandi misteri (o poteri, fate voi..) del business music, (in cui label, sponsor, e particolari conoscenze artistiche potrebbero generare un dibattito lunghissimo..) poiché con 1 demo e 1 ep riescono ad affiancare per l’Europa gruppi come Dragonforce, Avegend Sevenfold, Bullet for my Valentine ed a timbrare il cartellino delle presenze nei più prestigiosi festival mondiali come Sonisphere, Eurosonic Festival e Download Festival! Se il 95% delle rock/metal band di questo mondo si sentono offese e hanno qualcosa da dissentire sul concetto di fortuna o meritocrazia, non posso non comprenderle… Già perché questo gruppo inglese nato nel 2007 finalmente si presenta oggi con questo debut album, “The Summoning” distribuito dalla Afflicted Music, come una sbiadita e più mansueta cover band dei Bullet for my Valentine, con melodie vocali sdolcinate e qualche girdo growl finto rabbioso tanto per tentare di smuovere la frangetta laccata incollata davanti la faccia. Un gruppo decisamente politically correct che non aggiunge nulla di positivo, graffiante o innovativo alla causa del metalcore, la cui fama purtroppo viene troppo spesso colpita da gruppi che (proprio come questi GOTK) dovrebbero appartenere esclusivamente alla scuderia di MTV. Chitarre di buona portata ritmica, veloci esecuzioni degli assoli e due, tre tracce di buona fattura come “ If Only She Knew”, “ Feeling Alive” e “Lost Souls”, non riescono a far decollare questo “The summoning”, che stride e delude tutte le aspettative riposte in un gruppo così acclamato fin dagli esordi. Ciò non vuol dire che i GOTK non possano fare di meglio in un imminente futuro, assolutamente, ma proporsi con un vasto curriculum live e tante prospettive molte volte può essere un arma a doppio taglio.