Grinderman – Grinderman

Grinderman – Grinderman

Grinderman è la reincarnazione di Nick Cave ed una fetta consistente dei suoi Bad Seeds (quelli delle ballate assassine di qualche tempo fa). Grinderman è anche il nome del loro album di debutto atteso dalla fine dello scorso anno; un disco, in parte, decisamente diverso dalle ultime produzioni del cantante australiano.
È forse per questo che si è reso necessario scegliere un nuovo nome, una nuova facciata che facesse ben intendere le loro intenzioni. Nick si è messo sullo stesso livello dei compagni di viaggio che sono Warren Ellis, Martyn Casey e Jim Sclavunos, riuscendo a tirar fuori un suono complessivo bilanciato, accattivante, stritolante, lontano dalla seppur bellissima monotonia del suo modo di intendere la tessitura musicale.
Undici brani tirati, feroci, spesso distorti, che riconciliano con un certo modo di fare rock; un espressionismo diretto e senza inutili fronzoli.
No pussy blues e Electric Alice sono gli episodi di maggior appeal dell’intero lavoro, chitarra distorta, ritmica impressionante e voce di Cave che non lascia spazio a repliche; detta legge come è gli è solito fare mettendoci in guardia di fronte ad un sistema che c’imbocca ciò che vuole, dalle nostre passioni ai nostri obiettivi.
Speriamo che questo side project, che comunque sta ricevendo non poche critiche dai fans storici, abbia un seguito perché la linea intrapresa sembra davvero essere di grande eccitazione e piena di possibili sorprese.