Guns 'n Roses – Chinese Democracy

Guns 'n Roses – Chinese Democracy

Ecco a voi Guns 'n Roses – "Chinese Democracy", invecchiato 15 anni.
Neanche fosse un buon distillato, il nuovo album degli Axl Rose (ci vuole un bel coraggio a considerarlo un prodotto dei Guns 'n Roses, dato che nessuno degli strumentisti della band originale ha suonato in questi solchi), giunge sugli scaffali ben 15 anni dopo il primo vagito, o spot, nelle pagine delle news che annunciavano le uscite.

Chiamatelo perfezionismo, ricercatezza, profondità di intenti o estrema cura del dettaglio: dite e pensate ciò che volete ma il vero problema è che in "Chinese Democracy" niente suona come dovrebbe in realtà suonare qualcosa che, in copertina, rechi il marchio Guns 'n Roses.

Lo spirito stradaiolo e guerriero che aveva reso grande il loro sound è difatti irrimediabilmente smarrito dietro una fitta coltre di lucidature e ripassate di terza mano che puzzano di artefatto a diverse miglia di distanza. Così come il trucco non riesce a nascondere le rughe sul volto di un attore sulla via del tramonto, le paillettes della confezione non riescono minimamente a nascondere i chiari segnali di resa che un gruppo praticamente morto manda ai tantissimi fan in lunga attesa. Che fine hanno fatto le melodie lascive e le ritmiche arrapanti delle loro canzoni storiche? Dove sono gli ammiccamenti, le minacce, e quel suono che puzzava di alcool e sfrenatezza? Insomma: dove sono I Guns 'n Roses??

Per chi li adorava risulta un impresa giungere fino alla fine dell'ultima canzone. Sia chiaro: qualcosa di carino l'album lo ha anche e un paio di tracce riescono anche a superare abbondantemente la sufficienza, ma sono poche eccezioni in un miscuglio in cui l'anonimato, la banalità e, di nuovo, l'artefatto regnano sovrani.
Fin dal primo ascolto tutto ciò che rendeva speciale questo gruppo stratosferico si dichiara ormai perso per sempre in un discorso che si avvicina ad un rock adult oriented, zeppo di ballad, con qualche intuizione melodica, un paio di riff, troppe puzzette elettroniche e poco altro.

E chi scrive parlerà anche da vecchio fan deluso ma 15 anni di attesa per fare uscire un prodotto del genere sono veramente troppi. Indecisione? Ricercatezza? Perfezionismo? Maturità?
Piuttosto, stitichezza.