Hate Eternal – I, Monarch

Hate Eternal – I, Monarch

Anche dopo un primo fugace ascolto ci si rende conto che “I, Monarch” possiede quel quid che ne fa un album nettamente superiore ai precedenti lavori degli Hate Hetenal. “Conquering the Throne” e “King of all Kings” sono due album di puro brutal/death metal il cui sound ricorda da vicino quello dei Morbid Angel nel periodo di “Covenat” e “Domination” ma si tratta di lavori in cui non vi è alcuna portata innovativa. La caratteristica dei due album è l’elevatissima velocità di esecuzione unita, ovviamente, a grandi capacità tecniche. Ma nulla di nuovo, nulla che non sia già stato ascoltato.
“I, Monarch” mantiene intatta la velocità folgorante e le straordinarie capacità tecniche e le unisce ad una grande dose di fantasia e ad una qualità dei suoni davvero ineccepibile: il risultato sono dieci brani di un impatto devastante. Un notevole contributo è stata apportato dal miglioramento netto nella produzione, un ulteriore salto di qualità rispetto ai lavori precedenti che risentono di una qualità piuttosto bassa. Il risultato finale è un ottimo full lenght album di puro, estremo death metal.
Un disco brutale, quindi, ma con uno stile personalissimo che risente leggermente, sulla scia dei Nile, anche di sonorità sumere e mediorientali. I dieci brani che si avvicendano presentano una certa compattezza: granitici riff con melodie disarmoniche, tempi elaborati con variazioni improvvise, complessi assoli di chitarra e suoni potenti ovunque. A queste caratteristiche si associa la possente voce gutturale di Rutan, che dimostra di essere anche un valido cantante oltre che un ottimo chitarrista e il drumming a dir poco eccezionale di Derk Roddy. Probabilmente proprio la struttura ritmica incredibilmente precisa, ricca di spunti fantasiosi, doppia cassa e tempi velocissimi rappresenta l’aspetto più sorprendente di questo album .
Tutte le tracce sono caratterizzate da una compattezza e una coerenza ferrea ad un sound brutal ma ciascun brano possiede un particolare mood e una struttura propria che lo caratterizza all’interno dell’album come dimostrano l’incipit Two Demons e la seconda traccia Behold Judas, davvero devastanti o la title-track I, Monarch da cui è stato tratto anche il video, o la vertiginosa The Plague of umanity. Particolarmente interessante è il brano di chiusura Faceless One, completamente strumentale e meno veloce rispetto agli altri ma inaspettatamente melodico e ancora più complesso dal punto di vista ritmico.
“I, Monarch” è un album con il quale gli Hate Eternal si affermano come una delle migliori brutal band sulla scena. In effetti è ciò che ci sarebbe aspettato da componenti di indiscusso valore ed esperienza come Erik Rutan (ex chitarrista dei Morbid Angel), Derek Roddy (ex Nile e Malevolent Creation) e Jared Anderson (che ha contribuito alla registrazione) che attraverso l’elaborazione delle idee di Rutan (fondatore ed anima della band) hanno dato vita ad un prodotto che possiamo considerare di eccellenza all’interno del genere.
Attualmente gli Hate Eternal, dopo la sostituzione in via definitiva alla batteria di Derek Roddy con Jade Simonetto e il recente inserimento nella line up di Shuane Kelley, già collega di Rutan nei Ripping Corpse hanno annunciato l’uscita di un nuovo album prodotto dalla Metal Blade e previsto per il 2008. A riguardo non abbiamo alcuna anticipazione ma se consideriamo la qualità di “I, Monarch” e la coerenza quasi brutale a questo genere estremo degli Hate Eternal quali premesse, il risultato credo non deluderà nessuno.