Heraclite – Heraclite

Se soffrite di cattiva digestione, tenetevi lontani dall’omonimo degli Heraclite. Questo perché non è da tutti riuscire a masticare e mandar giù dieci tracce cantate in greco antico, sviluppate da Gautier Degandt (frontman del gruppo) sui testi adattati agli originali del filosofo ellenico, dal quale il progetto prende nome.

Album interessante, non v’è alcun dubbio. Costruito con perizia su un ventaglio timbrico ben aperto, fatto di percussioni, fiati, loop ossessivi, e incursioni stilistiche che spaziano senza soluzione di continuità dal pop ricercato, alla sperimentazione senza punti di riferimento certi, al free jazz nel senso più ampio del termine e dove la parola jazz va tradotta come “voglia di allargare gli orizzonti”.

Certo è che i significati sfuggono a chi non è al passo con gli studi di filosofia, ma per chi ha voglia di avventurarsi in un intreccio musicale tutt’altro che scontato avrà di che scoprire. Male che vada, somministrare dosi di Brioschi.