Infernal Poetry – Nervous System Checking

Infernal Poetry – Nervous System Checking

E’ ancora possibile riuscire a dire qualcosa di originale nell’ambito del metal estremo? Secondo gli Infernal Poetry sì e noi, acoltando questo ottimo “Nervous System Checking”, non possiamo che essere d’accordo con loro. La proposta musicale dell band di Ancona è accostabile al death metal, ma i nostri non si accontentano di riciclare stilemi e clichè abusati del genere e si spingono oltre, dando vita a quello che da molti è definito “Schizo Death metal”, per via della vena di schizofrenia che percorre le loro composizioni. Ascoltando questo EP, antipasto di “Nervous Sistem Failure” in uscita a fine anno, si capisce perfettamente il perché di questa etichetta: l’ascoltatore è avvolto completamente dalla musica, viene attirato in un vortice e straziato sia mentalmente che fisicamente, completamente in balia delle emozioni suscitate, guidato dalla voce “disturbata” del novello Virgilio, Paolo Ojetti. Il disco si apre con “Forbidden apples”, canzone al fulmicotone, pallottola che viaggia impazzita, esempio lampante dell’eclettismo della band. La successiva “The next is mine” si accosta al death melodico di matrice svedese, proponendo il contrasto strofa-violenta/refrain-melodico che ha fatto la fortuna di molti gruppi. Gli Infernal Poetry colpiscono per la maturità del songwriting e per il muro sonoro che, sia la sezione ritmica che i due chitarristi, erigono. Il potente riffing esibito da “They dance in circle” è la prova che questi ragazzi ci sanno fare e, cosa più importante, si danno da fare: hanno capito che è importante avere qualcosa da dire e fanno di tutto per presentare al megliom il loro messaggio. A chiudere il lotto ci pensa “Pathological acts at 37 degrees”, summa dell’Infernal Poetry-pensiero, traccia che viaggia tra brutalità e melodia, con il singer Ojetti che si sbizzarrisce. Se tutto questo ancora non vi bastasse (siete incontabili, lo sapete), sull’Ep è presente anche una sezione multimediale che presenta i video di “Crawl” ed “Hell spawn”, più un estratto (amatoriale ma nei limiti della decenza) dall’esibizione del gruppo al Gods of Metal 2006.