Isis – In the absence of truth

Isis – In the absence of truth

Dopo dieci anni spesi a rincorrere una evoluzione che pare non aver mai fine, gli Isis, che sembravano aver superato se stessi, sviscerandosi, con il precedente capolavoro “Panopticon”, calano dal mazzo una carta che scombina nuovamente i piani di chi credeva di poterli prevedere o anticipare. Quando la totalità del quadro espressivo in loro possesso sembrava essere stata esplorata in ogni minimo dettaglio, il gruppo apre inaspettatamente la porta a varianti solo intraviste in passato. Difatti la consueta tensione nervosa è più libera di rarefarsi in tenui dialoghi sospesi tra melodia e ricerca elettronica, mentre lo sfondo è sorretto da una dinamicità ritmica molto più accentuata che nelle precedenti uscite. Là dove la furia delle chitarre monta minacciosa, l’atmosfera rimane comunque intrisa di un gusto melodico morbido più rassicurante, nell’ottica di una musicalità che perde un po’ della sua introversione a favore di una maggiore fruibilità. Vietato però pensare ad un compromesso in direzione della commercialità: le costruzioni labirintiche di fondo incombono minacciose a fugare ogni distrazione, mentre i testi celano, dietro sottili veli metaforici, una profonda delusione nei confronti della situazione mondiale odierna. Il senso del lavoro è una volta di più la progressione senza essere progressive, un discorso che si snoda sinuosamente avvolgendo la forma canzone e plasmandola a proprio piacimento, avvalendosi di una capacità espressiva in grado di spaziare dall’occulto al luminoso senza alcuna soluzione di continuità